

| La cucina calabrese si costruisce filologicamente attorno alla bontà, alla qualità e alla genuinità di molte sue materie prime, cucinate in modo semplice e rispettoso del gusto di base. Dall'altra parte i prodotti tipici e le materie prime sono, in genere, più famose delle ricette, che di norma cambiano nome da zona a zona, ma riproducono sempre gli stessi schemi culinari, apportando poche variazioni. Un'altra particolarità della gastronomia calabrese è quella di essere fondamentalmente una cucina dell'interno, della campagna. Sulle coste potrete mangiare un pesce favoloso, per carità, ma a dispetto del suo mare fantastico, in Calabria, l'influenza della montagna è più forte. I calabresi mettono in quasi tutti i piatti il peperoncino, emblema regionale: l'amore per il piccante è profondamente radicato, anche se ne viene spesso utilizzata una variante dolce, non piccante, dal colore più sfumato. Formidabile è il tagliere calabrese, il caciocavallo silano, semiduro a pasta filata, da mangiare fresco o stagionato; la ricotta calabrese, gustata col miele, preparata con latte di capra o pecora, spesso aromatizzata col peperoncino ed ancora la soppressata ed il capocollo calabresi; regina dei salumi è la nduja. La Calabria, dai greci chiamata Enotria, terra del vino, sta oggi riscoprendo una vocazione vinicola per lungo limitata ai vini correnti. Ottimi i vari Cirò DOC rosso, rosato e bianco. |
