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Il basso Lazio, un territorio che, oltre a presentare una notevole varietà paesaggistica, composta da gruppi montuosi, pianure fertili, litorali costieri di estrema rarità ed un arcipelago di origine vulcanica, è caratterizzato da mitezza del clima, ricchezza artistica ed architettonica e luoghi di interesse storico-religioso.
Tutta la Ciociaria, inoltre, oltre alle antiche tradizioni culinarie, ai prodotti agricoli e di allevamento(bufali, ecc.), è rinomata per i suoi uliveti, che producono un olio extravergine di oliva fruttato di altissima qualità ( soprattutto nella zona di Arpino , Santopadre, Fontanaliri, la “Selva” di Sora, Campoli, Pescosolido e dintorni , Alvito,Veroli, ecc.),e i suoi vigneti DOC , che coprono un’area di 390 ettari , soprattutto nella zona di Anagni, Acuto, Serrone, Paliano e Piglio; quest’ultimo con 2 varietà: il “Cesanese “dall’acino grosso tipico, e quello di Affile, dall’acino piccolo.
Il Cesanese rosso si sposa con i piatti a base di carne, arrosti e piatti robusti, mentre i tipi amabile, dolce, frizzante e spumante sono indicati per fine pasti e dolci. Famosa è l'oliva di Gaeta, un frutto di forma leggermente affusolata, di colore violaceo, di sapore vinoso, amarostico con sfumature acetiche, prodotto prevalentemente nel territorio comprendente Gaeta ed i comuni limitrofi siti sui Monti Aurunci in provincia di Latina.
Viene usata per produrre un ottimo olio e soprattutto le olive in salamoia che si prestano per gli usi più svariati in cucina e sono tra gli ingredienti più utilizzati dagli chef di tutto il mondo. Infatti questo prodotto, descritto già da Virgilio nell'Eneide, ebbe la sua massima diffusione nel 1400 grazie alle attitudini all'agricoltura, al commercio ed alla navigazione dei cittadini dell'allora Ducato di Gaeta, che esportarono l'olio e le olive di Gaeta in tutto il Mediterraneo, facendone un alimento molto richiesto e apprezzato per l'ottima qualità.
La ricerca di piatti sempre più gustosi portò all’elaborazione della “tiella”, consistente, nell’interpretazione più semplice, nell’interporre tra due “pizze” un ripieno composto di prodotti di terra o di mare.
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